Lavorazione del riso: dalla sbramatura alla brillatura
Data Pubblicazione: 07/12/2016

Dal risone alla lavorazione del riso
Quando si raccogliere il riso ci si trova davanti al risone. Il chicco, infatti, è ricoperto dalla lolla, guscio duro che va eliminato per poter mangiare il riso. In passato, la lavorazione del riso avveniva manualmente: il guscio veniva eliminato con un bastone di legno dentro i mortai. Già dal XVII secolo il procedimento è divenuto meccanico.Le fasi di lavorazione del riso
Primo passaggio da compiere è dividere il riso dalle impurità. Si aspirano erbe e terriccio, i sassi vengono eliminati, mentre grazie all'utilizzo di calamite si tolgono anche materiali ferrosi. A questo punto, ogni chicco è sgusciato tramite la sbramatura: per togliere la lolla, si passa il risone in una macchina chiamata sbramino. Terminata questa fase ci troviamo davanti al riso integrale: come noto, tale tipo di riso è un alimento con maggiori proprietà benefiche rispetto al riso bianco. Per trasformare il riso integrale in quello bianco, si procede con la sbiancatura: in questa fase, si passano i chicchi tra due pietre per eliminare la pula, una sorta di pellicina che contiene proteine, sali minerali e vitamine.Altre fasi della lavorazione del riso sono la spazzolatura, la lucidatura e la brillatura. Con la prima si eliminano le farine che derivano dalle precedenti fasi. Con la lucidatura, invece, chiamata anche oliatura, si lavora all'aspetto del chicco aggiungendo un po' di olio di lino per ottenere il riso camolino.
Infine, con la brillatura si elimina la vitamina B1 e si rende il chicco più bianco e brillante. Ora siamo pronti a mangiarlo: qui si troveranno tutte le ricette con il riso.