Uno dei simboli della cucina italiana, la regina della ristorazione romana: l’
amatriciana. Un piatto di pasta che ha conquistato il mondo intero. La
ricetta amatriciana è tanto semplice quanto gustosa: il soffritto di guanciale con pecorino e pomodoro, un condimento perfetto per un piatto di pasta da leccarsi i baffi. Ma qual è la sua origine?
Per scoprirla bisogna fare un salto ad Amatrice, la cittadina in provincia di Rieti dove questo piatto ha visto la luce. Da qui l’amatriciana è partita per un lungo viaggio che l’ha portata in giro per il mondo a tenere alto l’onore della cucina italiana. In realtà però questa ricetta in origine non prevedeva il pomodoro e prendeva il nome di Gricia, da Grisciano, frazione del comune di Accumuli dove i pastori erano soliti riempire le loro bisacce con guanciale, pecorino e pasta essiccata.
Origine della pasta all’amatriciana
Il pomodoro fa la sua comparsa nella
pasta all’amatriciana soltanto nel 1790: è in questo anno che compare il manuale di cucina di Francesco Leonardi dove è presente proprio la ricetta come la conosciamo oggi. Proprio in questo secolo si ha la prima grande diffusione dell’Amatriciana, grazie all’arrivo a Roma di molti ristoratori provenienti da Amatrice. Il successo dei
bucatini all’amatriciana fu tale che questa ricetta divenne anche protagonista dei versi di diversi cantastorie. Oggi l’amatriciana è diventata una sorta di simbolo di Roma e dell’Italia in generale. Impossibile andare nella Capitale e non sedersi ad un tavolo di una trattoria di Trastevere o della Garbatella. Una ricetta che presenta anche diverse varianti: dal tipo di pecorino utilizzato (quello romano su tutti, ma anche quello dei Monti Sibillini) all’uso della pancetta al posto del guanciale, fino ad arrivare all’amatriciana vegetariana che prevede soltanto l’utilizzo di verdure. Proprio per la presenza di diverse varianti, il comune di Amatrice nel 2015 ha voluto disporre un Disciplinare di produzione De.C.O. per sancire la vera
ricetta dell’amatriciana.