Buon appetito: perché non va detto per il galateo
Data Pubblicazione: 16/11/2018

Buon appetito e galateo: l’origine del divieto
Un ‘divieto’ che parte da molto lontano e trova le sue origini in quella che era una convenzione del passato. Già perché in antichità il pranzo e più in generale un pasto era soltanto un pretesto: il vero succo dello stare a tavola, l’obiettivo principale per gli aristocratici era quello di conversare e stringere delle alleanze. Insomma, il cibo aveva la funzione di ‘contorno’. Ecco quindi che dire per il galateo buon appetito è una frase vietata, anche se in occasioni informali non sono pochi quelli che si lasciano andare all’infrazione di questo divieto. Ma non c’è solo buon appetito: galateo alla mano, esistono altri divieti che non tutti conoscono.Ad esempio è scorretto soffiare nel piatto per far raffreddare il cibo, così come – ma è certamente più comprensibile – non bisogna far rumore masticando. Al bando anche la scarpetta, anche se a vedere una bella salsa viene voglia di infrangere all’istante questa regola. Mai sollevare il piatto per raccogliere il residuo di brodo rimasto. Continuando nei divieti del galateo, buon appetito a parte, scorretto portare il coltello alla bocca, mentre per la forchetta occorre tenerla nella mano destra, tra pollice e indice, quando si mangia, mentre quando si taglia, la forchetta va impugnata con la mano sinistra e il coltello in quella destra. Ecco alcuni dei divieti da rispettare per mantenersi dentro il galateo. Ora il pasto è pronto, mettetevi a tavola e buon appetito… ops!