Il
caffè del bar è davvero buono? Abbiamo visto
come riconoscere un buon caffè ma se ci troviamo al bar quali sono le regole da tenere a mente per differenziare il caffè perfetto da quello scadente? Esistono alcune cose che competono al barista e altri accorgimenti che deve mettere in atto l’avventore per essere sicuro che quello che sta sorseggiando sia davvero un buon caffè. Il caffè del bar è il risultato di un insieme di procedimenti importanti: ad esempio la pulizia della macchina da
caffè che deve essere pulita e senza la presenza di spugne o strofinacci sul piano di lavoro. Ovviamente fondamentale pulire il filtro: deve essere fatto usando un pennello o uno straccio adibito soltanto a tale attività. Immancabile è la macinatura al momento così come la pressatura che deve essere eseguita dall’alto verso il basso; da non dimenticare l’acqua che deve essere fatta scorrere in modo da eliminare residui di estrazioni precedenti.
Come valutare il caffè del bar
Eccoci quindi a cosa deve prestare attenzione l’avventore per capire che il caffè del bar è davvero buono. Si parte dalla crema: deve essere di color nocciola con qualche venatura di rosso. Con un cucchiaino si può poi valutare l’elasticità della stessa: basterà spostarla verso il bordo. A questo punto si fa lavorare l’olfatto: avvicinate la tazza al naso per carpirne gli aromi. Ora è arrivato il momento di berci il nostro amato caffè: andiamo prima con lo ‘slurp’ (aspiriamo tra i denti una piccola quantità di caffè che nebulizziamo sul palato), poi con un sorso che servirà a capire l’equilibrio del caffè del bar che ci stiamo bevendo. Allora? Come è questo caffè che state assaporando? Ora che sapete i segreti di un
buon caffè del bar non resta che scegliere il migliore e farlo diventare il vostro caffè preferito.