Il caffe sospeso
Data Pubblicazione: 01/07/2019

Napoli, il rito del caffè sospeso
Si tratta un’usanza non molto antica, che può essere fatta risalire durante la seconda guerra mondiale. Era proprio durante gli anni difficili del conflitto mondiale, quando anche una tazza di caffè diventava un miraggio tra le mille privazioni cui la popolazione era costretta per colpa della guerra. Proprio in questi tempi difficile, un piccolo ma significativo gesto di solidarietà era il caffè sospeso: le persone che potevano permetterselo erano solite pagare al bar due caffè, una per sé, l’altra per chi ne aveva la voglia ma non la possibilità. Così quando si sentiva dire ‘vuole un caffè’, il sorriso illuminava il volto di chi udiva questa domanda e il caffè assumeva tutto un altro sapore.Un’usanza che di certo non è caduta in disuso e si è diffusa anche fuori Napoli. Una tradizione che uno dei storici locali napoletani, il Caffè Gambrinus, ha voluto riproporre nel 2010 per festeggiare i suoi 150 anni di vita. Questa usanza è diventata anche un titolo di un libro, ‘Il caffè sospeso’ appunto, di Luciano De Crescenzo. Proprio lo scrittore e filosofo napoletano sintetizza con una splendida frase il concetto di caffè sospeso: “Quando qualcuno è felice a Napoli, paga due caffè: uno per se stesso, ed un altro per qualcuno altro. E’ come offrire un caffè al resto del mondo”. E si sa, quando si offre qualcosa si diventa ancora più felici, alle prese con un rito che sa di amicizia, sentimento e… caffè!