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Cibi portafortuna

Data Pubblicazione: 08/03/2016

Cibi portafortuna
La fortuna va richiamata già a tavola con i cibi giusti!

Chi l'ha detto che la fortuna è solo casuale? Alcune tradizioni assicurano che si può propiziare la buona fortuna già a tavola, scegliendo i cibi giusti.

C'è chi va in giro con un cornetto nella tasca, chi fa gli scongiuri con le mani, chi conserva un sacchetto di sale grosso nella borsa, insomma, qualunque sia il feticcio scelto, la superstizione e i portafortuna non sono affatto credenze del passato. Anzi, c'è chi assicura che il richiamo della fortuna e degli eventi propizi avviene già da quando ci si siede a tavola a mangiare, soprattutto attraverso alcuni speciali alimenti. Mangiarli il primo dell'anno, ma soprattutto duranti i successivi 365 giorni, aiuterebbe a scacciare la jella e ad avvicinare la fortuna.
Le lenticchie sono un classico alimento portafortuna che va mangiato allo scoccare della mezzanotte per propiziare ricchezza e benessere materiale nell'anno in ingresso. Questa associazione nasce dalla forma piccola, tonda e piatta che ricorda le monete, per cui mangiarne anche solo una manciata aiuta la prosperità economica.
Anche il riso, secondo antiche credenze, è un alimento portafortuna associato all'abbondanza, non solo per la forma dei chicchi ma anche per la sua capacità di raddoppiare volume da cotto. Può essere mangiato direttamente oppure essere sparso sulla tavola.
Ma la fortuna non si limita solo alle lenticchie e al riso perché coinvolge anche le verdure a foglia verde e soprattutto le bietole, che nel loro colore intenso ricordano proprio la cromia del denaro.
Di contro i mandarini, con la loro forma rotonda e con il loro colore vivo riportano alla mente il simbolo dell'eternità e del buon auspicio, che ben si allinea con il senso propiziatorio degli altri alimenti suddetti. Ma più dei mandarini classici sono soprattutto quelli cinesi ad essere protagonisti dei cibi portafortuna, perché il loro colore dorato e la loro forma molto simile agli acini d'uva, li rendono decisamente più adatti al ruolo di richiamo di soldi e ricchezza.
L'uva, infatti, è un simbolo immancabile sulle tavole delle cene di Capodanno, proprio perché da secoli è simbolo di abbondanza; probabilmente tale associazione è legata anche alla consapevolezza che tale frutto era ritenuto di lusso e costoso, tant'è che rappresentava il cibo degli dei e dei grandi Re di Roma.
Il melograno, invece, affonda le sue radici di portafortuna nella mitologia greca, in cui veniva considerato frutto di fertilità e abbondanza perché collegato alle dee Venere e Giunone. Infine i peperoncini, rossi e della stessa forma di un corno, allontanano la sfortuna e la malasorte, significato anche associato al rosso intenso contro il malocchio.

Anche se mangiare questi cibi non dovesse apportare alcun beneficio in termini di fortuna e ricchezza, si è almeno certi che risultano salutari e benefici da un punto di vista alimentare.
Pubblicata il 08/03/2016

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