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Confezionamento alimentare, può essere nocivo?

Data Pubblicazione: 20/02/2017

Confezionamento alimentare, può essere nocivo?
Si fa sempre un gran parlare del confezionamento alimentare. La vita è ormai una corsa continua contro il tempo e riuscire a mettersi davanti ai fornelli per preparare un pranzo o una cena è un lusso che non tutti si possono permettere. Ecco allora il proliferare del cibo pronto, della vendita dei prodotti alimentari confezionati, da gustare in pochi minuti. Il gusto, a dire il vero non manca, ma la salute? Nel confezionamento alimentare, infatti, le sostanze nutritive presenti nei cibi sono spesso perse durante la lavorazione e sostituite con additivi che rendono il piatto all'apparenza buono e magari anche con un buon gusto ma non sempre sono nutrienti e salutari. Ma quali sono le sostanze usate nel confezionamento alimentare ad essere più contestate? Quali quelle che possono fare danni alla salute?

Confezionamento alimentare, tutti gli additivi

Coloranti artificiali

Partiamo da un classico: i coloranti artificiali. Sono presenti in quasi tutti i prodotti, dagli snack alle bibite gassate, dalle caramelle alle merendine per la colazione. Rendono esteriormente più attraente il cibo, ma nella sostanza portano allergie, congestione di seni paranasali e iperattività.

Conservanti

Altro elemento presente sempre nei vari prodotti alimentari sono i conservanti. Dal TBHO al BHT, ne esistono davvero tanti e sono utilizzati per rallentare il deterioramento degli alimenti dovuto a muffe, lieviti o batteri. Attenzione però agli effetti che provocano: perdita di calcio, problemi intestinali, mal di testa. Il più a rischio è il nitrito di sodio, utilizzato nei derivati della carne: giudicato potenzialmente cancerogeno.

Emulsionanti

Gli emulsionanti sono, invece, utilizzati per unire ingredienti che in natura non sarebbero mescolabili. Parliamo, ad esempio,  di olio bromurato vegetale e carragenina, e li possiamo trovare nel gelato industriale e in alcuni alimenti dedicati alla prima infanzia. Portano a problemi comportamentali, reazioni cutanee, disturbi della digestione, calcoli, ecc.

Antiagglomeranti

Utilizzati per prodotti essiccati o in polvere (sale,cacao, lievito in polvere, latte in polvere, formaggio grattugiato) presentano fosfato, carbonato, silicato e alluminio. Proprio questo è considerato tra le sostanze che possono causare l'Alzheimer.

Dai grassi idrogenati agli edulcoranti

Ma gli additivi utilizzati negli alimenti sono davvero numerosi. Da citare ci sono sicuramente i grassi idrogenati presenti nei surgelati: portano a un aumento del colesterolo LDL. Gli aromi artificiali, invece, sono presenti in dolci e bibite gassate: possono provocare allergie e iperattività. Nelle patatine, invece, è presente il Glutammato monosodico MSG: tra gli effetti collaterali ecco mal di testa, squilibri ormonali, obesità. Da citare anche gli edulcoranti artificiali che sono indicati come possibile causa dell'insorgenza di tumori, anche se mancano studi sull'uomo. Infine, tra gli additivi utilizzati per il confezionamento alimentale ci sono anche BPA e Flatati.

Additivi alimentari: attenzione ma niente allarmismo

Quando si parla di confezionamento alimenti e additivi è facile cadere nell'allarmismo. In realtà non occorre evitare completamente ma prestare semplicemente attenzione. Anche se non ancora obbligatorio, sulle etichette si possono trovare le indicazioni degli additivi presenti. Importante controllare la quantità perché è quella fondamentale per capire se l'alimento che stiamo mangiando è più o meno sano. Quindi quando si ha a che fare con la vendita di alimenti confezionati, è bene fare attenzione!
Pubblicata il 20/02/2017

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