DMD o dieta mima
Data Pubblicazione: 24/02/2016

I passaggi specifici della dieta mima, gli alimenti da poter mangiare e quelli da evitare, le quantità e le combinazioni tra i nutrienti non sono ancora stati svelati. Perché in realtà questo piano alimentare non nasce specificatamente con l'intento di perdere peso, ma più che altro con quello di apportare miglioramenti organici.
DMD o dieta mima l'inventore è il biochimico Valter Longo
Quello che ad oggi si sa della DMD è solo che il suo creatore Valter Longo, biochimico americano, ha pianificato una dieta di 5 giorni al mese durante i quali si innescano tutti i meccanismi del digiuno pur senza sottoporsi ad uno vero e proprio.
Effetti della dieta che scatena gli effetti del digiuno
In questo modo l'organismo beneficia di un miglior stato di salute generale, di un rallentamento dei processi di invecchiamento, di una prevenzione tumorale, ma anche di un calo ponderale.Della dieta mima si sanno solo alcune regole basilari che fanno intuire quanto, questo speciale piano alimentare, debba necessariamente essere effettuato sotto stretto controllo medico.
La dieta mima, anche su soggetti sani, va stabilita con uno spacialista dopo avere fatto tutte le analisi
Diabetici, anoressici, anziani, persone con uno stato di salute precario o persone con un indice di massa corporea sotto 18 non possono infatti essere considerati candidati idonei.
Il digiuno mima non è veramente tale, ma viene così definito per indicare la capacità del piano alimentare DMD di scatenare le stesse reazioni fisiche del digiuno vero e proprio.
Il "digiuno" della dieta mima non va protratto per più di 5 giorni al mese e non va ripetuto per più di 6 mesi consecutivi; inoltre la ciclicità della stessa va eseguita solo se il soggetto deve effettivamente perdere peso.
Per ottenere un rallentamento dell'invecchiamento organico sembrerebbe che 2 cicli di DMD da 3 mesi ogni anno, possano già risultare efficaci e sufficienti in quanto le modificazioni biochimiche instaurate, si dilungano per circa 3-4 mesi successivi.
L'approccio positivo alla dieta mima è scatenato dalla consapevolezza che per 25 giorni al mese il soggetto può mangiare liberamente, mentre per soli 5 giorni dovrà mantenere un regime dietetico speciale. Il primo giorno del digiuno mima è previsto un piano alimentare diverso dai successivi 4 e comporta una riduzione del 34% del fabbisogno calorico normale, mentre nei 4 giorni a seguire il fabbisogno si riduce ulteriormente del 45%. Fondamentale è però il rapporto tra i macronutrienti, che nel primo giorno deve essere di 10:56:34 (rispettivamente proteine, grassi e carboidrati) mentre negli altri 4 giorni sarà di 9:44:47.
La dieta mima risulta sicuramente meno pericolosa del digiuno vero e proprio, ma ha comunque in sè dei fattori di rischio che richiedono necessariamente una guida medica in grado di garantire sicurezza ed efficacia.