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La cucina giapponese: le curiosità che non ti aspetti

Data Pubblicazione: 04/10/2017

La cucina giapponese: le curiosità che non ti aspetti

Ormai anche qui da noi la cucina giapponese si è diffusa in maniera importante. Non c’è angolo di strada nelle grandi città senza un locale dove si può gustare sushi o qualche altro piatto proveniente dal Sol Levante. Eppure, anche se conosciamo la cucina giapponese, ricette tradizionali comprese, ci sono alcune curiosità che ancora non fanno parte della conoscenza comune. Già perché parliamo di una cucina molto vicina al mondo vegetariano e che, in qualche caso (pensiamo al seitan), ha anche anticipato i tempi della dieta veg.

Conosciamo allora un po’ più da vicino la cucina giapponese, con alcune curiosità su storia e tradizioni. Partiamo dalle posate. I coltelli da cucina giapponese sono molto famosi, eppure utilizzare posate di metallo è considerato simbolo di violenza. Da qui la tradizione delle molto famose bacchette di legno. Sempre in tema di divieti, ecco che nei monasteri zen non sono ammessi aglio, cipolla, porro e scalogna. Il motivo? I sapori troppo forti potrebbero risvegliare desideri umani. Ancora in tema di regole, importante anche la disposizione dei piatti. No a servire pezzi pari di cibo e soprattutto evitare di metterne 4 in uno stesso piatto. La parola che indica il 4 è ‘shi’ che con un altro ideogramma può significare anche morte.

La cucina giapponese, tradizioni e curiosità

Umami, gustosa bontà la traduzione letteraria, spesso è caratterizzato dall’aggiunta di glutammato di sodio, esaltatore di sapidità. Continuando con le tradizioni della cucina giapponese, c’è da ricordare che in Giappone fare rumori mentre si mangia significa aver apprezzato il cibo ed è quindi ben accetto anche nei ristoranti.

Ma le curiosità sulla cucina nipponica non sono ancora finite. Ad esempio il 4 agosto a Tokyo nel tempo Hie si svolge la cerimonia funebre delle bacchette di legno. Queste vengono messe vicine e poi bruciate. Altra usanza è quella di mettere ai lati dell’ingresso dei ristoranti due piccole montagne di sale. Tale tradizione rimanda al passato quando il sale serviva ad attirare i buoi che trainavano i carri, costringendo così i proprietari a fermarsi. Infine, masticare lo stuzzicadenti, oggi gesto considerato non educato, deriva dai samurai e dalla tradizione di mostrare sempre di aver appena finito un ricco pasto.

Pubblicata il 04/10/2017

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