La
pinsa romana è una ricetta che ha una storia molto lunga alle sue spalle: le sue origini sono, infatti, da far risalire all'Antica Romana. In quel tempo, contadini e pastori si ingraziavano i dei con l’offerta di cibo: in particolare, offrivano un impasto realizzato con farine di cereali (dal miglio ad orzo e farro), acqua ed erbe aromatiche. Questo impasto dava vita a focacce che erano cotte su pietre piatte, posizionate sui carboni. La pinsa romana che conosciamo oggi è invece nata soltanto qualche anno fa: siamo nel 2001 quando sorge a nuova vita una ricetta che aveva, invece, già segnato la storia. Da piatto povero a prodotto moderno, riconosciuto a tal punto da meritarsi un marchio registrato. Per la
pinsa romana, ricetta originale si deve all'azienda Di Marco: è il patron Corrado, fondatore di questa azienda, che nel 2001 dà vita al prodotto che oggi è riconosciuto come pinsa romana vera e propria.
Ingredienti e segreti della pinsa romana
Questa focaccia è realizzata con un mix di farine: frumento, soia, riso e pasta madre. Questo impasto è ottenuto ad un alto grado di idratazione, circa il 75%. In particolare un ingrediente di fondamentale importanza è la farina di riso: è lei a far fissare l’acqua presente nell'impasto durante la cottura. Importante anche la pasta madre. Inoltre, a differenza dalla normale
pizza, anche la lavorazione della pinsa romana assume aspetti particolari. Per ottenere una vera pinsa romana è necessaria una lievitazione di non meno di 2 giorni: questo consente di avere un prodotto leggero e altamente digeribile. Il risultato è un impasto croccante ai bordi e morbido all'interno. Un mix che rende
la pinsa romana indicata per un’infinità di condimenti e abbinamenti: si può tranquillamente lasciarsi trasportare da gusto e fantasia, questo il pregio della pinsa romana come la conosciamo oggi.