La storia del menu vigilia di Natale
Data Pubblicazione: 24/12/2018

Menu vigilia di Natale: come è cambiato?
Facciamo un salto indietro nel tempo alla scoperta della storia del cenone della vigilia di Natale. Per il menu vigilia di Natale in passato era bandita la carne: ancora oggi, in realtà si preferisce mangiare pesce ma non c’è più questo divieto così accentuato. Era la sera dell’attesa, ed allora bisognava tenersi leggeri per la veglia: sì al pesce, ma leggero e poco costoso. Tra i piatti rimasti nel menu vigilia di Natale c’è il baccalà: lo avete preparato quest’anno? Altro piatto tradizionale il capitone o anguilla: la sua presenza nel cenone del 24 ha un carattere simbolico in quanto simile al serpente, l’animale del diavolo. Ecco allora che mangiarlo equivale ad allontanare il male.Con il passare del tempo il menu per la vigilia di Natale si è ingrandito diventando da cena improntata alla leggerezza a vera e propria abbuffata. Il periodo in cui si compie questo cambiamento può essere fatto risalire alla metà del secolo scorso. Successiva l’introduzione di un'altra ricetta tipica della vigilia di Natale: il cocktail di gamberi. Siamo negli anni ’80 e il Natale è esclusivamente o quasi festeggiato in casa. Ultimamente, invece, si sta diffondendo l’abitudine di celebrarlo al ristorante, magari nel locale di uno chef stellato. Ed allora in quel caso il menu vigilia di Natale si trasforma, acquisisce le sembianze dei piatti chic e particolari degli chef dal nome blasonato. A noi piace più l’atmosfera della casa, la famiglia riunita non solo a tavola ma anche in cucina per preparare i piatti della tradizione, magari utilizzando ricette e segreti tramandati di generazione in generazione. E voi?