Estate, la stagione del pomodoro: esistono tante
qualità di pomodori, ognuno con le sue caratteristiche. Tutti però hanno una cosa in comune: agosto è il mese migliore. Questo perché con il caldo e le poche piogge, i pomodori raggiungono la maturità e danno il meglio di sé per quanto riguarda sapore e profumo. Considerato un prodotto tipicamente italiano, il pomodoro in realtà ha origine in America. Furono gli spagnoli ad importarlo in Italia quando conquistarono Napoli. Inizialmente utilizzato a scopo ornamentale, in quanto ritenuto velenoso, iniziò ad essere consumato come alimento soltanto nel diciottesimo secolo. Ancora un altro secolo occorre attendere per la prima ricetta scritta: la pasta al
sugo presente nella Cucina casareccia in dialetto napoletano di Guido Cavalcanti.
Qualità di pomodori, i cinque più diffusi in Italia
Ma quali sono le qualità di pomodori più consumate oggi in Italia? Quali le
qualità di pomodoro migliori? Abbiamo provato ad elencare le cinque varietà maggiormente diffuse nel nostro paese. Si parte con il gruppo dei pomodori tondi, utilizzati soprattutto per le insalate. Di questo tipo fanno parte sia il Ciliegino, originario soprattutto della Sicilia, che il Tondo Insalataro. Nel primo caso si parla di un pomodoro di piccole dimensioni che cresce a grappolo ed è ottimo per l'insalata di pasta. Il secondo, invece, presenta un sapore dolce e riesce a conservarsi a lungo.
Tra le
qualità pomodori più diffuse si segnalano poi i costoluti. Tra questi ci sono il Grinzoso, detto anche Costoluto fiorentino, che è molto diffuso in Toscana, e il Cuore di Bue (ligure). Il primo è ottimo per insalate, per i sughi deve essere prima scottato e poi tolta la spessa pelle. Il secondo è espressamente utilizzato per le insalate e può raggiungere anche i 500 grammi di peso.
Infine, l'immancabile San Marzano, qualità di pomodori tipica della Campania. Dalla caratteristica forma allungata, è ottimo perle conserve e le passate.