Niente più vino che sa di tappo! Arriva dal Portogallo la soluzione a tutti i nostri problemi sui
tappi per vino. Il Paese di Fernando Pessoa è, infatti, anche la patria del sughero, il materiale migliore per realizzare dei tappi per vino. La foresta di sughero portoghese, infatti, garantisce gran parte della produzione mondiale: ben il 52% del sughero prodotto nel mondo arriva da qui. A seguire c'è la Spagna con il 25% e in lista compare anche l'Italia con il 6% complessivo.
Tappi per vino, un po' di numeri
Vediamo qualche numero sulla produzione di tappi per vino: ogni anno ne sono realizzati 12 miliardi, un terzo di questi arriva dalla Amorim, società portoghese. Ma come avviene la produzione dei
tappi di sughero? Si tratta di un processo molto lungo, basti pensare che le querce donano sughero solo dopo 25 anni e la decortica può avvenire una volta ogni nove anni. Una pianta arriva a riprodursi circa 20 volte in tutta la vita. La lavorazione avviene da maggio a luglio e il processo di estrazione richiede molta cura.
43 anni per un tappo
Numeri alla mano, per fare un tappo occorrono circa 43 anni! Parliamo di un processo ovviamente che rispetta i tempi e i ritmi della natura. Infatti il primo sughero (quello che si può estrarre dopo 25 anni) non è adatto alla realizzazione dei tappi e così anche il secondo nove anni dopo. Bisognerà quindi aspettare ancora 9 anni per avere sughero buono per realizzare dei tappi: in totale 43 anni appunto.
Addio al sapore di tappo
Nella produzione di tappi, si fa molta attenzione anche alla ricerca. Soprattutto la lotta al TCA, responsabile del 'vino che sa di tappo'. Proprio per questo si è creato il NDtech, tappo naturale e garantito, grazie a un naso elettronico che scopre i pezzi con la presenza di TCA e li elimina dalla produzione. Un macchinario che ha richiesto un investimento di 10 milioni di euro. Soldi ben spesi per dire addio al vino che sa di tappo!
Bere moderatamente
Vino gli errori da evitare, dal calice agli abbinamenti